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omosessualità - Il rapporto con i coetanei e il superamento dei pregiudizi:


La difficoltà di accettazione di sé per un ragazzo omosessuale è dettata principalmente dal rifiuto che percepisce da parte dei suoi stessi coetanei, se rimane difficile far accettare ai genitori la propria natura, non meno complicato è il confronto con il severo e spietato mondo dei coetanei. I ragazzi, che si ergono in più occasioni a paladini del mondo, sono i primi a puntare il dito contro ciò che non rientrando nella "norma" non è accettabile, e spesso per ignoranza o per un certo tipo di educazione allontanano e ghetizzano. Quando però per vari motivi si confrontano con questa realtà scoprono che i loro coetanei omosessuali oltre ad avere i loro stessi problemi, ne hanno uno in più: il fatto di essere omosessuali e il bisogno (e il coraggio) di doverlo dichiarare. Purtroppo molti sono i ragazzi che vengono educati alla classificazione bimodale uomo/donna, senza sapere che esiste una terza, quarta, quinta categoria e che un omosessuale sta bene con il suo sesso e ama appunto persone del suo stesso sesso. Diffusa inoltre è la tendenza a non riuscire a vedere al di la dell' omosessualità dimenticandosi delle mille sfacettature caratteriali della persona ed è come se improvvisamente scomparissero i pregi e difetti, come se si annullasse tutto il resto e rimanesse solo "quello" con tutte le prerogative addebitate dai benpensanti. Sono più i maschietti a guardare con distacco e a rifiutare a volte anche l'informazione, quasi come se la sola presa di coscienza di questa realtà fosse sintomo di riconoscimento in essa, primi i genitori che hanno inculcato loro la versione "maschia" dei forti e duri, bandendo qualsiasi dolcezza e spontaneità, non sia mai si possa dire che ..... La società ci vuole tutti uguali, cresciamo con la convinzione di essere tutti uguali, niente di più falso!! E' proprio la convinzione di rispondere ai canoni della "normalità" e dell'ignoranza che riporta automaticamente all' esclusione di chi a queste categorie non appartiene , accettare di vedere il mondo con l'ottica della disuguaglianza è solo il primo passo. Il mondo però non è solo degli intolleranti, pensiamo alle difficoltà incontrate da chi omosessuale doveva scegliere se dichiararsi ad una società come quella dei nostri genitori quand' erano adolescenti, quella di almeno 20 anni fa, caraterizzata per lo più dall'incosapevolezza e dall' ingenuità, una realtà intrisa di tabù e di perbenismo. Quelle difficoltà vanno man mano ridimensionandosi in proporzione ai tempi e alle immagini con le quali quaesta realtà cresce e si evolve, i ragazzi di oggi saranno dei genitori più consapevoli, più "preparati" e quindi meno intolleranti (si spera!!), le false "anomalie " del nostro tempo diventeranno quotidianità, e se vogliamo dar ragione ai testi di sociologia, tutto ciò che è quotidianità è rassicurante perché inevitabilmente ci appartiene.

 
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